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Coronavirus e animali

Coronavirus e animali: facciamo chiarezza!

Coronavirus e animali domestici: che ruolo hanno nella diffusione.

Articolo di Stile da cani – Shop di paraorecchie per cani

L’epidemia di polmonite insorta in Cina causata da un nuovo coronavirus (CoVID-19) ha suscitato preoccupazione in tutto il mondo in termini di rischio globale per la salute pubblica.

Questo nuovo virus è stato identificato a partire da casi di polmonite la cui causa era sconosciuta, diagnosticati inizialmente nella città di Wuhan. Da qui il virus si è diffuso in tutto il mondo ed è arrivato anche in Italia.

La fonte esatta dell’epidemia non è ancora nota ma si ritiene che sia collegata al mercato di animali vivi di Wuhan.

I coronavirus sono virus responsabili di diverse patologie sia nei mammiferi che negli uccelli e infatti provocano diarrea nei bovini e nei suini, patologie respiratorie nei polli, gastroenterite nei cani e peritonite infettiva (FIP) nei gatti.

Osservando al microscopio elettronico i virioni (cioè la forma infettante del virus) è possibile osservare una serie di glicoproteine sulla loro superficie (spikes) che gli conferiscono un aspetto a corona reale o corona solare e che determinano il tropismo dell’ospite da cui deriva il nome “coronavirus.

I coronavirus appartengono alla famiglia Coronaviridae divisa in quattro generi:

  • Alphacoronavirus
  • Betacoronavirus
  • Gammacoronavirus
  • Deltacoronavirus

 

Le principali patologie che interessano l’uomo sono causate da ceppi appartenenti al genere Betacoronavirus (SARS, CoVID-19, MERS).

Per quanto riguarda gli animali domestici quali cane e gatto, invece, i ceppi causa di gastroenterite nel cane e di peritonite infettiva nel gatto (FIP) appartengono al genere Alphacoronavirus.

I coronavirus sono virus a RNA scoperti negli anni sessanta che generalmente colpiscono soltanto gli animali ma che, in rari casi, possono compiere un “salto” da una specie ad un’altra ed infettare anche gli uomini.

Il motivo per cui le infezioni causate da questi virus ed anche il “salto” di specie hanno solitamente origine in Cina è perchè in questo paese gli standard igienico-sanitari sono nettamente inferiori a quelli Europei.

CORONAVIRUS E ANIMALI

Per quanto riguarda gli animali domestici, ad oggi, non ci sono prove che questi possano essere infettati o a loro volta essere fonte di infezione per l’uomo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che i pet non hanno alcun ruolo nella diffusione della malattia anche se il virus ha avuto molto probabilmente origine da animali.

Attualmente sappiamo che il virus si trasmette esclusivamente da persona a persona, attraverso l’esposizione alle goccioline di aerosol che vengono eliminate attraverso l’espirato, durante colpi di tosse o anche attraverso una stretta di mano!

PERCHÉ SI PENSA AI PET COME POSSIBILI DIFFUSORI?

Ad Hong Kong sono stati registrati due casi di cani risultati positivi a più di due test ripetuti nell’arco di qualche giorno. È stato anche registrato il caso di un gatto in Belgio. Gli animali domestici, quindi, possono essere occasionalmente suscettibili a questo nuovo virus.

I tre soggetti erano completamente asintomatici e vivevano a stretto contatto con una persona positiva al CoVID-19. In tutti questi casi è stato documentato che l’escrezione virale era minima tale da impedire la trasmissione sia ad un altro cane sia ad una persona.

Questo permette di affermare che, alle attuali conoscenze scientifiche, il cane non ha alcun ruolo epidemiologico nella trasmissione di questo virus.

A favore di queste ipotesi, negli ultimi giorni, un gruppo di ricercatori italiani ha messo in evidenza che c’è una somiglianza di alcune porzioni della proteina spikes tra coronavirus umano e coronavirus animale (bovino e cane). Da qui è nata l’ipotesi che il contatto con questi animali domestici possa favorire l’instaurarsi di “difese naturali” in grado di attenuare i sintomi di una eventuale infezione da CoVID-19. Questa tesi potrebbe dare una spiegazione alla grande variabilità dei quadri clinici osservati e spiegare, quindi, come mai in alcune persone l’infezione da CoVID-19 ha esito fatale e in altre è addirittura asintomatico.

Tutto questo, però, è in fase di studio e ancora da dimostrare.

Quello che mi sento di consigliarvi è, quindi, di attuare le consuete norme igieniche come lavarsi le mani dopo aver manipolato i cani e di non attuare assolutamente comportamenti completamente errati come abbandonare i cani.  Attualmente, infatti, è più pericoloso un contatto ravvicinato con una persona rispetto ad una carezza data al proprio amico a quattro zampe!

Federica Pesce, DVM
Diplomata SIUMB Ecografia dei piccoli animali
Specializzanda in malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria

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